GLI “AMICI DELLA STRADA” Una Newsletter per fare rete

di Felice Cavallaro

Occorreva trovare una linea diretta fra i soci della “Strada degli Scrittori”. E per questo cari amici ci colleghiamo con una Newsletter che consideriamo una tappa decisiva della nostra Strada. Per farne un punto di incrocio di idee sugli autori da leggere, da riscoprire, da interpretare, da trasformare in una leva di conoscenza, ma anche di riscoperta dei luoghi in cui romanzi, novelle, gialli, saggi sono stati scritti o hanno trovato ispirazione.
Siamo convinti che questa “contaminazione” fra i grandi nomi della letteratura, da Sciascia a Pirandello, da Tomasi di Lampedusa a Russello o Rosso di San Secondo, e la riscoperta di monumenti, castelli, miniere, conventi, pietre, città, paesi che hanno ispirato i loro testi possa costituire l’occasione per accendere i riflettori su questi luoghi, per ampliare i flussi turistici, per costruirne di nuovi, per rivitalizzare l’economia, per creare occasioni di lavoro.
Ho usato la parola contaminazione perché, come sanno quanti conoscono l’intervista a noi concessa da Andrea Camilleri, nostro primo autorevole sponsor, questo giovanissimo Grande Vecchio spiega che “la Strada degli Scrittori è la strada del formaggio che assaggiamo, del vino che assaporiamo…”. Per dire che il richiamo a romanzi, novelle o gialli, attraendo i lettori nei luoghi degli scrittori, può mettere in moto l’intera economia, dall’industria casearia alla casa vitivinicola e così via.
Proprio come noi pensiamo possa accadere con i nostri tour, con i nostri eventi lungo la “Strada degli Scrittori”, per alberghi, ristoranti, attività commerciali, artigiani, guide turistiche e ciceroni, aziende di trasporto e startup da fare decollare. Fino alle attività di intrattenimento che con spettacoli, festival, concerti, dai grandi nomi alle compagnie locali, possono costituire la nuova frontiera di un richiamo accattivante per chi approda nei luoghi di Sciascia o Pirandello, di autori meno noti come Russello, Rosso di San Secondo o Navarro della Miraglia, fino a contemporanei come Simonetta Agnello Hornby, Stefano Vilardo, Matteo Collura, Gaetano Savatteri e tanti tanti altri.
Ed è il più popolare fra i contemporanei, appunto Camilleri, a dirci quanto sia importante per uno scrittore sapere che i suoi testi possono rimettere in moto un’intera economia. Come osserva commentando la fortuna di Scicli, Modica, Ragusa Ibla e dei gioielli barocchi esaltati dalla versione televisiva del Commissario Montalbano.