Andrea Camilleri

Le storie di Andrea Camilleri sono ambientate tra Vigata e Montelusa, che sono luoghi che non si trovano sulla carta geografica ma che vengono individuati in un’area compresa tra la collina di Girgenti (Agrigento) e il mare africano. Lo stesso scrittore scrive:

“Vigàta in realtà è Porto Empedocle. Ora, Porto Empedocle è un posto di diciottomila abitanti che non può sostenere un numero eccessivo di delitti, manco fosse Chicago ai tempi del proibizionismo: non è che siano santi, ma neanche sono a questi livelli. Allora, tanto valeva mettere un nome di fantasia: c’è Licata vicino, e così ho pensato: Vigàta. Ma Vigàta non è neanche lontanamente Licata. È un luogo ideale, questo lo vorrei chiarire una volta per tutte”.

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Quanto ad Agrigento, aggiunge:

“Agrigento sarebbe la Montelusa dei miei romanzi, però Montelusa non è un’invenzione mia ma di Pirandello, che ha usato questo nome molte volte nelle sue novelle: l’Agrigento di oggi la chiamava Girgenti e anche Montelusa, e io gli ho rubato il nome, tanto non può protestare.”

Ecco, quindi, la Porto Empedocle – Vigata con la sua via Roma, (dove oggi c’è la statua del commissario Montalbano, realizzata dallo scultore Giuseppe Agnello), la Mannara, la Salita Granet, la spiaggia, il porto con il molo di levante, il commissariato, il Caffè del centro, le trattorie in cui mangiare il pesce fresco, la casa dove nacque lo scrittore e i luoghi in cui trascorse la sua infanzia, come quella dimora di campagna del settecento che era la casa del nonno e che sta per diventare sede della Fondazione Camilleri; e poi la Girgenti – Montelusa con la questura, il quartiere Rabato, dove muovono i loro passi i personaggi del Re di Girgenti, de La concessione del telefono o della serie del Commissario Montalbano, e ancora il Liceo classico dedicato al filosofo agrigentino Empedocle, che raggiungeva ogni giorno con la littorina, e dove non sostenne l’esame di maturità perché nel maggio 1943, a causa dell’imminente sbarco in Sicilia delle forze alleate, si decise che sarebbe valso il solo scrutinio.

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“Ho una foto di gruppo fatta l’ultimo giorno di scuola nel cortile del liceo.Dal mare arrivava il cupo lontano rimbombo delle cannonate della flotta alleata su Lampedusa. Era il 1943 e i marines americani sarebbero sbarcati due, tre mesi dopo. Di molti dei compagni di quella fotografia non ho più notizie; di qualcuno sono rimasto molto amico: Gaspare Giudice, il più acuto tra i biografi di Pirandello, e Dante Bernini, poeta e sovrintendente alle belle arti. Ricordo anche Luigi Giglia, precocemente scomparso, che si diede alla politica e ricoprì incarichi di governo. E infine, gli amici di sempre Pepè Fiorentino e Fofò Gaglio”. (fonte www.vigata.org)

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