“Topalbano” nei luoghi della Strada degli Scrittori

Il giallo tufo dei Templi dorici realisticamente tratteggiati; l’esclamazione “Agrigento! La Valle dei Templi è il più grande parco archeologico del mondo e una delle meraviglie della Sicilia” con cui prende avvio la storia; il ritorno a Vigatta; il commissariato di Montillusa e il palazzo di città di Licata. Ben 33 pagine che, tra riferimenti (a uno dei personaggi è stato addirittura attribuito il nome di Gerlando Girgenti), illustrazioni (se la copertina riporta il faro di Punta Secca, l’ambientazione della trama è tutta nell’agrigentino) e battute dialettali (la guantieruzza di cannoli, ecc), consentono agli appassionati akragantini e non solo della fumettistica Disney di sentirsi a casa. Si tratta delle pagine del numero 3223 del 30 agosto scorso di Topolino, andato letteralmente a ruba nelle edicole di tutta la provincia, nel quale fa il suo ritorno il commissario Topalbano intento a risolvere, a fianco di Mickey Mouse, un nuovo appassionato caso. Per il terzo episodio della saga dedicata all’alter ego disneyano del commissario Salvo Montalbano, “Topolino e la giara di Cariddi”, lo stesso Topolino, insieme a Minnie, Gambadilegno, Trudy e Pippo, fa il suo ritorno dunque in Sicilia, tra la Valle dei Templi, dove la storia ha inizio, e “Vigatta”, la trasposizione disneyana della Vigata di Andrea Camilleri. “Per me essere stato pubblicato sulle pagine di Topolino è meglio del Nobel”, ha dichiarato lo scrittore empedoclino, padre letterario del personaggio divenuto anche vero e proprio fenomeno televisivo, intervistato in coda all’episodio da un giovanissimo toporeporter. Un omaggio, sicuramente, a pochi giorni dal suo 92 esimo compleanno, da parte della redazione del magazine al romanziere, tra gli autori a cui è dedicata la Strada degli Scrittori www.stradadegliscrittori.it.Un itinerario in cui, tra i luoghi amati dagli autori e descritti nelle loro opere, in pagine di letteratura e di teatro, s’intersecano saperi e sapori, storia e natura, musei e miniere, arte ed enogastronomia. La strada è la SS 640, che unisce cultura e turismo nei luoghi siciliani che hanno visto nascere e produrre Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello, Pier Maria Rosso di San Secondo, lo stesso Andrea Camilleri e tanti altri, da Racalmuto a Porto Empedocle, passando per Favara, Agrigento e Palma di Montechiaro, fino a Caltanissetta. Gli stessi luoghi in cui sono nati e vissuti filosofi, come Empedocle, che dalla sua Akragas ha tratto ispirazione. Un percorso, culla di cultura e saperi, di letteratura e teatro, capace di formare intere generazioni di poeti dialettali e autori, di ieri e di oggi, ideato dal giornalista del Corriere della Sera Felice Cavallaro (nella foto in basso con Andrea Camilleri), presidente dell’Associazione Strada degli Scrittori che con Anas ha voluto intitolare ai grandi della letteratura del Novecento la nuova arteria Caltanissetta – Porto Empedocle. Un progetto di valorizzazione a fini turistici del patrimonio culturale, portato avanti dal Distretto Turistico Regionale Valle dei Templi, che ha visto la sua consacrazione nell’edizione 2017 del Festival Strada degli Scrittori (11 maggio/ 07 luglio), riscuotendo tanto di quel successo da indurre i vertici a rimettere subito in moto i motori della macchina organizzativa per la programmazione della prossima edizione, tra novità e appuntamenti consolidati (Concorso “Uno, Nessuno e Centomila” e Master di Scrittura). “Consideriamo questo nostro ‘Grande Vecchio’, con radici nella terra di Pirandello e Sciascia il cardine di un progetto che trasforma la sua ‘Strada’ in un richiamo per leggerne i libri e assaporare le atmosfere della vera Vigata” – ha dichiarato il presidente Felice Cavallaro, rivolgendo gli auguri dei soci al romanziere che nella Strada degli Scrittori ritroviamo tra Vigata e Montelusa, luoghi che non si trovano sulla carta geografica, ma che vengono individuati in un’area compresa tra Girgenti e il mare africano di Porto Empedocle: un modo per ripercorrere i passi del commissario Montalbano, dalla Torre Carlo V ai caffè della via Roma, e per rivivere le sue passioni gastronomiche. Se, per la terza volta, è dalla penna dello sceneggiatore Francesco Artibani che nasce l’alter ego firmato Disney di ”Montalbano Sono”, le immagini sono state affidate alla matita dell’illustratore Paolo Mottura che, essendo anche creatore di architetture e paesaggi, ha inserito particolari paesaggistici che rendono alcune pagine grandi capolavori, da cui, come ha sottolineato il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto: “è davvero impressionante la promozione che ne deriva su tema agrigentino”.  In effetti, le prime due storie di Topalbano, parte dell’ampio filone di parodie letterarie firmate Disney (“Topolino e la promessa del gatto”, nel 2013, e “Topolino e lo Zio D’America”, nel 2014) sono già state tradotte e distribuite in tanti paesi, dal Nord Europa al Brasile, luoghi precedentemente raggiunti dal romanzo e dalla fiction.

Chiara Mangione

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