Nel borgo più bello d’Italia, la Banca Sicana investe nella cultura. “Le Vie dei Tesori” passano dal paese di Emanuele Navarro della Miraglia, tappa della “Strada degli scrittori”.

Foto Franco Lo Vecchio

“Le Vie dei Tesori” torna per il secondo anno consecutivo a Sambuca di Sicilia, il comune dell’agrigentino che nel 2016 ha conquistato il titolo di “Borgo più bello d’Italia”. Tra i luoghi da visitare c’è la sede della Banca Sicana nella quale è custodita, con la cura che si deve ad un oggetto prezioso, la biblioteca di Emanuele Navarro della Miraglia, nato a Sambuca Zabut il 9 marzo 1838, lo scrittore è stato considerato per molti anni, a torto, come esponente minore della letteratura siciliana. Nella biblioteca Navarriana si possono ammirare circa 300 volumi, fra manoscritti, corrispondenza e suppellettili appartenuti allo scrittore sambucese considerato oggi precursore del Verismo e di cui lo scorso anno si è celebrato il centenario della morte. Un intellettuale e letterato che animò i salotti culturali dell’epoca, da Parigi a Milano, e che fu testimone di fondamentali avvenimenti storici. Il suo romanzo La nana (1879) segna l’inizio del Verismo in Italia.
Non a caso Sambuca di Sicilia è stata inserita tra le tappe della “Strada degli Scrittori”, che da Caltanissetta si snoda attraverso la provincia di Agrigento, proprio grazie ad Emanuele Navarro della Miraglia accostato ad altri grandi autori siciliani: da Sciascia a Pirandello, da Camilleri a Tomasi di Lampedusa.

“La Banca Sicana – spiega il presidente Giuseppe Di Forti – è una Banca di Credito Cooperativo e come tale non ha scopo di lucro. La mission di queste piccole Banche locali è quella di contribuire alla crescita non solo economica ma anche morale e culturale delle comunità che serviamo. Da anni noi interpretiamo tale ruolo attraverso anche la scoperta e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale di cui disponiamo. Un percorso virtuoso già sperimentato e messo in atto nella nostra sede di Caltanissetta, divenuta con decreto assessoriale regionale del 2014 “Luogo della Identità e della Memoria” del pittore Gino Morici e che prosegue a Sambuca con la Biblioteca di Emanuele Navarro della Miraglia.”
La ricca biblioteca, che vanta alcuni testi unici e per questo meta di studiosi a livello europeo, è stata recentemente oggetto di restyling in vista del suo rilancio; infatti le sue porte verranno aperte stabilmente al pubblico che, a partire da sabato 12 settembre 2020, nel rispetto delle norme anti-pandemiche, potrà visitarla nella sua rinnovata veste.

“E’ nostra intenzione – prosegue Di Forti – accrescere tale patrimonio letterario e per questo abbiamo affidato ad esperti la ricerca di altro materiale dello scrittore sambucese. Un modo per stringere la mano a questa comunità a noi tanto cara.”
La biblioteca Navarriana, curata oggi dal professor Enzo Randazzo, cultore dello scrittore, diventa così punto di riferimento per quanti vogliano accostarsi alla conoscenza di Navarro della Miraglia e contribuirà a dare allo scrittore il posto di rilievo che gli compete nella Storia della Letteratura Italiana. Sicuramente tra le tappe della “Strada degli scrittori”, come ha anche riferito Salvatore Picone che ha partecipato alla cerimonia di apertura ufficiale della biblioteca Navarriana (allestita da Alessandro e Chiara Becchina), in rappresentanza dell’associazione presieduta dal giornalista e scrittore Felice Cavallaro.

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EMANUELE NAVARRO DELLA MIRAGLIA

Intellettuale e letterato che animò i salotti culturali dell’ottocento. Nato a Sambuca Zabut il 9 marzo 1838, lo scrittore è stato considerato per molti anni, a torto, come esponente minore della letteratura siciliana. La vita di Emanuele è movimentata e ricca di episodi: porge aiuto alla Colonna Orsini, prende parte all’impresa garibaldina e viene nominato da Francesco Crispi direttore del Precursore; a Napoli fa parte della redazione de L’indipendente, diretto da Alessandro Dumas; nel 1864 si trasferisce a Parigi dove collabora come giornalista e croniqueur mondano con diverse testate parigine, tra cui la famosa La Vie Parisienne, e dove segue, da inviato, gli eventi della guerra franco-prussiana, dell’assedio e della Comune. Qui viene amato da George Sand e ne frequenta il salotto letterario.
Nel 1872 fa ritorno in Italia stabilendosi a Milano, dove frequenta, al caffè Biffi, Luigi Capuana e Giovanni Verga, negli anni in cui nasce il Verismo guadagnandosi una crescente notorietà con i suoi ricordi e ritratti di vita parigina e le sue ardite novelline che risentono dell’esperienza realista maturata in Francia. Successivamente va a vivere a Firenze, dove fonda La Fronda, e infine a Roma, dove insegna letteratura francese all’Istituto Superiore Femminile di Magistero di Roma.
Il suo romanzo La nana (1879) segna l’inizio del Verismo in Italia.

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