di Franco Nuccio

L’ingresso nella “Strada degli Scrittori” di Sambuca di Sicilia, che ha dato i natali ad Emanuele Navarro della Miraglia, e Santa Margherita Belice, con Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ufficializzato da Felice Cavallaro nell’agosto scorso in occasione dell’ultima edizione del Premio letterario intitolato all’autore del Gattopardo, non costituisce solo il prolungamento ideale di un itinerario culturale che da Caltanissetta attraversa tutta la provincia di Agrigento fino a raggiungere la Valle del Belice. Si tratta infatti di un riconoscimento che rappresenta anche una formidabile occasione di sviluppo turistico del territorio legata a un’offerta variegata da offrire ai visitatori. In particolare per quanto riguarda Sambuca attraverso la conoscenza e la diffusione dell’opera di un esponente del Verismo siciliano come Emanuele Navarro della Miraglia, considerato a torto “minore” prima di essere rivalutato da Leonardo Sciascia che fece ripubblicare anche il romanzo più conosciuto dell’autore sambucese, “La nana” .
Nato a Sambuca Zabut nel 1838, figlio di Vincenzo Navarro, un medico anche lui letterato e fondatore del periodico locale L’Arpetta, Emanuele fu testimone e protagonista di alcuni degli avvenimenti più importanti dell’Ottocento. Insieme con il padre e altri liberali sambucesi, accolse nel 1860 una colonna di garibaldini, guidati da Vincenzo Giordano Orsini. Collaboratore di alcuni importanti periodici dell’epoca come il napoletano L’indipendente, diretto da Alexandre Dumas padre, lo scrittore viaggiò a lungo in Italia e all’estero. Per un lungo periodo, dal 1864 al 1872, visse a Parigi dove frequentò i salotti letterari dell’epoca che descrisse con descrisse con ironia e arguzia in alcuni libri come “Ces messieurs e ces dames” e nella raccolta “Macchiette parigine”. Nella capitale francese ebbe modo di conoscere numerosi intellettuali ed esponenti del mondo culturale d’oltralpe e uno spirito ribelle come George Sand con la quale ebbe forse anche una Iiaison. Il periodo centrale della sua attività pubblicistica e letteraria si svolse dopo il rientro in Italia, dal 1872 al 1885, dapprima a Milano, dove frequentò Verga e Capuana, e quindi a Firenze. Trasferitosi a Roma, dal 1883 al 1913 insegnò lingua e letteratura francese. Morì il 13 novembre 1919 a Sambuca, nel paese dove era nato.
Il riconoscimento da parte della “Strada degli Scrittori” consentirà adesso di accendere i riflettori e di approfondire l’opera di Navarro della Miraglia, anche attraverso la Biblioteca di studi Navarriani realizzata meritoriamente dalla locale Banca di Credito Cooperativo che in questi anni ha dato vita a diverse iniziative per tenerne viva la memoria. Un convegno internazionale di studi sulla figura dello scrittore, con la partecipazione di docenti universitari e studiosi, verrà promosso a breve dall’amministrazione comunale; tra gli obiettivi anche la costituzione di una Fondazione o di un Centro studi intitolato all’autore sambucese.
Ma la nuova tappa della “Strada degli scrittori” sulle tracce di Emanuele Navarro della Miraglia darà anche l’opportunità ai visitatori di conoscere meglio Sambuca di Sicilia, che nel 2016 ha vinto il titolo di Borgo più bello d’Italia: dai vicoli arabi del quartiere Saraceno, dove si staglia la monumentale Chiesa Madre recuperata cinquant’anni dopo il terremoto che devastò il Belice, al Palazzo Panitteri che ospita il Museo archeologico con i reperti della vicina zona archeologica di Monte Adranone, un insediamento punico-greco dal paesaggio mozzafiato; dal Teatro comunale, un piccolo gioiello architettonico costruito a metà dell’Ottocento, al Museo di Arte diocesana inaugurato di recente da Vittorio Sgarbi. Per non parlare del richiamo rappresentato dalle cantine del territorio, che ospita alcune tra le più importanti aziende vinicole della Sicilia, o da un dolce tipico come le Minne di vergine, la cui ricetta è stata custodita gelosamente per secoli dalle suore di un convento di clausura. Insomma dopo le bellezze paesaggistiche, i monumenti, l’archeologia e l’enogastronomia Sambuca punta adesso anche sulla cultura nel nome di Navarro della Miraglia.