La Agrigento – Caltanissetta ridotta ad una discarica abusiva, l’Associazione “Strada degli Scrittori” auspica una “rivolta” delle amministrazioni locali perché, d’intesa con Prefettura e Anas, possano reprimere efficacemente il fenomeno dell’abbandono incontrollato dei rifiuti.

Tutto è contenuto in una lettera firmata dal direttore della “Strada degli Scrittori”, il giornalista Felice Cavallaro che, cogliendo da ultimo il richiamo del presidente del Consiglio comunale di Racalmuto Sergio Pagliaro sulle condizioni in cui versa la Statale 640, chiede a sua volta un intervento collettivo per salvaguardare il decoro di un itinerario che oltre ad avere un rilievo da un punto di vista della viabilità regionale ha un valore storico, turistico, letterario ed enogastronomico.

“L’indecenza di un popolo che non sa tutelare il proprio ambiente e di amministratori che non sanno organizzarsi per intervenire con i propri tutori dell’ordine, d’intesa con gli altri corpi dello Stato – dice Cavallaro – non può ovviamente essere addebitata soltanto all’Anas che pure ha il governo della strada. Come abbiamo ripetuto tante volte, i soci della ‘Strada degli scrittori’ stigmatizzano da tempo i ritardi dei lavori sulla Caltanissetta-Agrigento, il mancato completamento della segnaletica in corrispondenza con i paesi legati agli autori e, più in generale, lo stato di abbandono che, adesso, nei cumuli di spazzatura accatastati ovunque finisce per avere una plastica rappresentazione del disastro ambientale e umano di alcuni luoghi della nostra splendida Sicilia. La stessa cosa accade lungo le ‘Provinciali’ di accesso ad Agrigento, in quelle di collegamento fra Porto Empedocle, Favara, Raffadali, Aragona e la città dei Templi, comprese le strade extraurbane di accesso a tutte le tappe della Strada degli Scrittori”.

Cavallaro precisa che “è cosa buona l’esperienza della cosiddetta differenziata con la liberazione di cassonetti e immondizia dalle strade di tanti piccoli e grandi centri urbani, obiettivo che si sta raggiungendo anche grazie al controllo di telecamere dedicate e multe in quantità”, ma evidenzia altresì come diventi “una beffa liberare i paesi da incivili che riversano i loro rifiuti sia fra le stradine di campagna (e purtroppo avviene anche a Racalmuto, nella contrada dove c’è la casa di Sciascia), sia sulle arterie collaterali e sulla statale agli scrittori intitolata”.

Da qui l’appello ad una “reale rivolta delle amministrazioni locali perché, d’intesa con Prefettura e Anas, si liberi il territorio da chi lo offende. Per farlo – continua – bisogna incentivare i controlli, soprattutto con un sistema di videosorveglianza che ha dato buoni frutti all’interno dei centri abitati. Il rispetto del territorio è un obbligo per tutti noi se davvero vogliamo sperare in un riscatto dei luoghi facendo anche leva sui nomi degli scrittori che qui sono nati o hanno trovato ispirazione. E’ la scommessa di chi non può invocare un incremento di visitatori e viaggiatori offrendo spettacoli indecorosi. Occorre ribellarsi agli sporcaccioni, isolare gli incivili, colpirli, educarli con la forza dell’autorità e della cultura”.

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