Sebastiano Lo Monaco, uno dei più versatili interpreti della tradizione teatrale italiana
accetta la sfida di tradurre in scena il poema epico fondante della cultura occidentale e
diventa il cantore che cuce in una nuova rapsodia i brani degli antichi racconti.
L’originalità di questo spettacolo, che lo distingue nettamente dalle abituali trasposizioni
sceniche del poema, sta nella complessità drammaturgica e nel conseguente ruolo assunto
dall’attore così come nella interazione del linguaggio teatrale con quello musicale.
Il montaggio testuale, operato dalla grecista Monica Centanni, fa proprie le ricerche
filologiche sulla composizione del poema e sul suo strutturarsi nel tempo attraverso le
tradizioni orali. L’attore è dunque l’aedo che scompone e riannoda i fili della narrazione,
utilizzando materiali diversi, dagli episodi omerici ai brani tratti dalle opere teatrali che i grandi
poeti tragici rielaborarono dal mito di Troia. La voce del cantore è supportata da un tessuto
musicale che a volte si fa personaggio, dialogano con l’interprete il Quartetto Aretuseo e
Dario Arcidiacono con le musiche elettroniche eseguite dal vivo.
Questa Iliade ricapitola la storia della spedizione achea contro la rocca di Priamo dall’inizio
alla fine: dagli amori di Elena e Paride, fino all’inganno del cavallo, la conquista e l’incendio
della città, la spartizione delle donne dei vinti, le principesse troiane fatte schiave dai vincitori.
Storie di eroi – Achille, Ettore, Ulisse – che nell’impresa mettono alla prova il limite e la qualità
del loro singolare valore e intanto, insieme, disegnano la variegata costellazione dei valori su
cui si fonda, nel bene e nel male, la civiltà occidentale: amicizia, coraggio, lealtà, carattere,
astuzia, passione, ragione.
Storie di dei – Atena, Poseidone, Ares, Afrodite – che si schierano in battaglia al fianco degli
uomini per dar prova non solo del loro potere, ma della loro stessa esistenza.