Maurolico e Jaci, uno spettacolo “in equilibrio sopra la follia”


Abbiamo incontrato la professoressa Maria Concetta Sorace, per parlare di qualcosa di innominabile, che Pirandello ha affrontato: la follia. Le corde pazze dell’animo, declinate fino a toccare e confondersi con elogio alla pazzia di Erasmo da Rotterdam, sono al centro del lavoro del Liceo classico F. Maurolico, uno spettacolo pensato e condiviso in toto con un altro istituto messinese, l’ITC Jaci. Grazie a questa prova, le scuole si sono aggiudicate il secondo posto per la rappresentazione Centomilauno in cerca di nessuno, destinato alle scuole superiori di secondo grado. Una bella prova, che ha creato un gruppo coeso di studenti.

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Che impatto ha avuto quest’esperienza, come vi ha cambiati?

“Un’esperienza per il nostro istituto quasi ventennale quella del teatro. Da due anni ho avuto l’idea di metterci in rete con l’istituto Jaci di Messina, un istituto tecnico. Una scrittura teatrale che si ispira a due autori, Pirandello ed Erasmo da Rotterdman. Abbiamo chiesto ai ragazzi cosa pensassero della follia.  Utilizzando facebook loro hanno sviluppato delle lettere indirizzate proprio a lei: alla follia. Siamo partiti da queste per mettere in scena la scrittura teatrale elaborata dai ragazzi. Quindi l’input di Pirandello, partito da ‘Sei personaggi in cerca da autore”, risuona anche un altro grande letterato.

Adesso, il risultato lo abbiamo messo in scena, per Pulcinellamente, abbiamo avuto anche il primo premio per la scenografia”.

Che tipo di unione e collaborazione si è creata fra l’istituto e il liceo?

“Lavorano insieme, senza differenze, il gruppo si è creato usando le strategie didattiche del Miur, si procede attraverso i testi da interpretare, scelti con il regista esterno e i referenti, si tratta di scritti che abbiano un’attinenza con i programmi. Pirandello ed Erasmo vengono studiati da tutti gli indirizzi scolastici. Grazie a questo approccio, una delle nostre ragazze sta preparando una tesina per gli esami di maturità proprio sul tema delle follia. L’idea del laboratorio l’abbiamo estesa fino a diventare attività di scuola-lavoro, loro hanno realizzato tutto. Oltre la scrittura, scenografia, brochure e locandina. Ognuno ha interpretato la sua lettera sul palcoscenico.

Il gruppo funziona, con la collega dello Jaci e il regista e ci supportiamo a vicenda, il nostro obiettivo comune è far star bene i ragazzi. Noi manteniamo proprio la mission del laboratorio teatrale mettere in scena l’uomo con le proprie debolezze”.

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Quali sono i risultati di un progetto teatrale?

“I ragazzi sono molto coesi, non li distinguiamo per scuola, sono uniti. Di solito il liceo viene visto come una scuola per ragazzi della città bene, ma non è affatto così. Tenere una classe è fare un laboratorio di vita e di confronto”.

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Cosa vi aspettate da Agrigento?

“La preside vuole partecipare anche con altre classi, tre prime e una quarta. Partiamo assieme.  La preside è nuova e intende rinnovare la convenzione con lo Jaci che fino ad adesso aveva una durata solo biennale”.