Chi ha letto “La grande sete” o “Lo sfascismo”? Su questi temi c’è chi ha inventato dei piatti. E’ il momento di esplorare una Sicilia insolita, non lontano dalla Valle dei Templi, tra arte, gusto e letteratura. È la Favara aspra e dolce al contempo dello scrittore Antonio Russello la protagonista della prima tappa del Festival della Strada degli Scrittori, in programma (dall’11 maggio) fino al 7 luglio nei luoghi dei grandi autori siciliani: l’Agrigento di Pirandello, la Porto Empedocle di Camilleri, la Racalmuto di Sciascia, la Caltanissetta di Rosso di San Secondo e la Palma di Montechiaro che fu la Donnafugata del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa.

Un’occasione per immergersi ogni fine settimana in un Festival all’insegna della letteratura, dell’arte, ma anche del gusto. Non mancano le novità anche in questo campo: chef e maestri pizzaioli hanno tracciato un legame tra i passi dello scrittore, i suoi piatti preferiti, la tradizione culinaria e la pasticcera e i prodotti locali. L’iniziativa è stata realizzata a cura del Centro Studi Russello, in collaborazione con la Pro loco. Dai “mastazzoli”, ai ricci di pistacchio e al rosolio di “Cosi dunci”, che venivano offerti durante momenti di festa, fino al menù presentato da Farm Cultural Park, che rivisita piatti tipici siciliani in chiave russelliana.

I maestri pizzaioli per l’occasione hanno tracciato un percorso di sintesi con le parole scritte nei libri di Russello: due varianti della “Pizza Russello”, sono state realizzate con ingredienti tipici. Tra i prodotti più apprezzati la pizza di Giuseppe Cuffaro, che ha offerto una piena dimostrazione della sua formazione nella nuova scuola Siciliana dell’Associazione Unione Pizzaioli Italiani, improntata a custodire e tutelare le caratteristiche di semplicità, gusto e benessere di questo alimento, in quanto patrimonio della gastronomia italiana nel mondo. Cuffaro ha messo insieme ingredienti di alta qualità, sani e sostenibili dell’agricoltura locale e la sapienza nell’armonizzare tutto in modo equilibrato, per un prodotto che oltre che buono sia anche sano. Una lenta maturazione a temperatura controllata per 36 ore di un mix di semole e farine di grani antichi siciliani (varietà Russello, Perciasacchi e Romano).

Condimenti di altissima qualità: salsa di pomodoro, formaggio stagionato, mollica di pane, olio extravergine d’oliva, ortaggi ed erbe aromatiche del territorio siciliano, nel rispetto della stagionalità e dell’agricoltura sostenibile. “La mia storia con la pizza inizia a soli 13 anni – racconta Giuseppe Cuffaro – e pochi anni dopo già portavo avanti una pizzeria a Santa Elisabetta, in provincia di Agrigento. Sono nato a Raffadali ma per amore mi son dovuto spostare a Favara, dove ho aperto Pizza Mania, oggi la pizzeria storica di Favara. Nel 2012 sono stato premiato campione del mondo e poi ho vinto svariati titoli in tutte le categorie sia nazionali che internazionali”.

A base invece di cipolla cruda, ciliegino, sarde, primo sale, capperi e olive la pizza dell’olandese Reginald Veldhus di Caffè Italia. Se ci si trova a passare da Favara si deve chiedere di gustare la pizza di Russello, lungo la “Strada degli Scrittori”, un progetto del Distretto Turistico Valle dei Templi, che è anche percorribile in pochi chilometri, da Caltanissetta a Porto Empedocle.