Il plesso Bosco dell’Istituto comprensivo Barnaba-Bosco di Ostuni è alla sua seconda partecipazione al Concorso “Uno, nessuno e centomila”.  Stavolta i ragazzi della classe III sez. H, dopo aver letto la novella “La patente”, hanno deciso di portare in scena una storia vera, che li ha coinvolti direttamente e che ha messo in luce pregiudizi e conseguenti effetti. A guidare gli alunni sono state la professoressa Dorotea Valentina Eufemia Longo, che abbiamo già conosciuto lo scorso anno, quando gli alunni della III D hanno vinto il  premio speciale “Valle dei Templi” per la loro versione di “La Signora Frola e il Signor Ponza, suo genero”, e la professoressa Filomena Montanaro. Entrambe le docenti compaiono anche come protagoniste, interpretando se stesse.

– Come si sono trovati i ragazzi a interpretare se stessi in un ruolo negativo?

Intanto ringraziamo la Fondazione Teatro Luigi Prandello e il Distretto turistico Valle dei Templi per la stima dimostrata – afferma la professoressa Longo – . Abbiamo pensato di mettere in mostra l’attualità del messaggio di Pirandello. I ragazzi sono stati felicissimi di partecipare ed hanno tratto vantaggio dalla messa in scena del testo, per conoscersi meglio, superare taluni preconcetti e migliorare le relazioni interpersonali.

Nessuno si è tirato indietro, nonostante l’evidente difficoltà a “esibire” le proprie paure e debolezze.

– La loro compagna viene definita un pregamorti. Che cosa significa e qual è lorigine di questo termine?

La parola “pregamorto” significa letteralmente becchino, però nel dialetto ostunese indica metaforicamente qualcuno che può arrecare molto danno.

– Per voi  docenti è stato naturale diventare interpreti nei vostri stessi panni?

Poter recitare nel ruolo di se stessi ha reso l’interpretazione più reale e il nostro compito più semplice.

– Gli alunni frequentano un laboratorio di teatro? Qual è la funzione del teatro per i suoi alunni rispetto al contesto socio-culturale in cui vivono?

Alcuni dei nostri alunni hanno sperimentato dei laboratori teatrali ma, la maggior parte, si è “soltanto” messa in gioco. La professoressa Montanaro è stata, come sempre, prontissima a cogliere l’occasione per dimostrare che la cultura si può apprendere in tanti modi.

– Lei ha una lunga esperienza non solo come insegnante: è scrittrice, appassionata d’arte, autrice di racconti, guida turistica. Da quanto tempo si dedica al teatro?

Sì, è vero, ho alcune esperienze di teatro ma soltanto a livello amatoriale.

img-20190423-wa0007

Gli studenti del plesso Bosco con la prof. Longo