Pirandello e l’attualità: il Liceo Colletta di Avellino torna ad Agrigento e stupisce

Il liceo classico Pietro Colletta di Avellino torna al Teatro Pirandello, questa volta per il Premio Straordinario “Agrigento 2020”. In occasione del Centocinquantenario della nascita di Pirandello il liceo campano ha dominato nella rappresentazione con una esilarante versione di “Tu ridi”: più che studenti impegnati in una messa in scena, il pubblico del “Pirandello” ha visto all’opera giovani con un reale talento nella recitazione. La messinscena lo scorso anno ha colpito i giurati ed è valsa il terzo premio.

La commissione presieduta da Renato Corosu ampliata quest’anno fino a 14 membri, premia nell’edizione 2018 del Concorso “Uno, nessuno e centomila” lo studente Pasquale Bruno per “Il bottone della palandrana”, uno dei tre lavori pervenuti dal liceo di Avellino. La tematica principale della drammaturgia presentata è la corruzione, che serpeggia tra le varie forme di governo, e mostra come tutto l’apparato burocratico non sia altro che una maschera, in cui prevarica chi ha “il Dio Denaro” dalla sua, mentre gli onesti restano sempre un passo indietro, addirittura frenati dalle loro convinzioni. Il bottone della palandrana di don Filiberto avrà, attraverso un colloquio, la prova tangibile dell’insensatezza e dell’inutilità dei suoi ideali.

Referenti del progetto sono le professoresse Roberta De Maio e Rossella Farese.

La prof. Roberta De Maio

La prof. Roberta De Maio

Quanto tempo dedicate alla drammaturgia e al Teatro?

“Il nostro liceo – afferma la prof. De Maio – porta avanti diverse attività che stimolano gli studenti dal punto di vista artistico: un gruppo lavora preminentemente sul teatro, mentre un altro gruppo porta avanti un lavoro sulla cinematografia”.

Il liceo Colletta ha partecipato anche con una versione della “Patente” firmata da Antonia Niespolo e con una trasposizione della novella “Ciaula scopre la luna” che Simone Paolo Roca ha trasformato in un corto dal titolo “Il vecchio e la luna”.

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Più che un’attitudine alla drammaturgia da parte dei ragazzi sembra esserci una guida forte nella figura dell’insegnante, che riesce a motivarli e a supportarli. 

“Gli studenti mostrano di avere un’educazione al mondo teatrale e alla cinematografia. Hanno maturato una peculiare attenzione per il Teatro; a ciò si aggiunga la sensibilità e capacità dei singoli. C’è indubbiamente anche l’impegno dei docenti che li sollecitano e sensibilizzano in tal senso. Ritengo, per tutto questo, che i risultati poi non tardino ad arrivare”.

Si fa abbastanza, secondo lei, per motivare gli studenti, per coinvolgerli al di là dei rigidi programmi ministeriali?

“Bisogna spesso invogliare i ragazzi, educarli, avvicinarli al messaggio letterario. Incontriamo delle difficoltà, certe volte, che comportano uno sforzo in più, ma agiamo sempre con grande cura e attenzione”.

Pirandello è ancora in grado di comunicare ai giovani, quanto è ancora valido il suo esempio nel teatro contemporaneo?

“L’attualità delle tematiche pirandelliane è innegabile. Il suo messaggio è avvertito fortemente anche da generazioni che non sempre sono sensibilissime alla letteratura.  Non a caso, appena bandito il premio abbiamo riscontrato una partecipazione spontanea, pauci sed electi hanno deciso senza alcun tipo di incitamento o di pressione di volersi cimentare. L’anno scorso abbiamo trovato una realtà peculiare ad Agrigento: sono stati giorni fervidi, in un clima di grande partecipazione e di slancio culturale. Sono giorni che ricordiamo con piacere e che adesso ci accingiamo a ripetere”.