Progettata su commissione di Carlo V da Camillo Camilliani, uno scultore, architetto e ingegnere specializzato in ingegneria militare, che progettò ed eseguì diverse fortificazioni lungo le coste siciliane, fu costruita nel XVI secolo per difendere il caricatore dagli attacchi dei nemici; fu trasformata dai Borboni in bagno penale e oggi, riconvertita in centro sociale, teatro di incontri e biblioteca, ospita nelle ‘fosse’ la Sala cannoniera e gli spazi espositivi della Sovrintendenza ai Beni Culturali.

Di dimensioni imponenti, a piramide tronca, termina in una terrazza utilizzata come punto d’osservazione.

Gli ambienti all’interno presentano una copertura con volte a botte.

La torre nel 1848 fu teatro del massacro di 114 detenuti inermi, reso noto dallo scrittore Andrea Camilleri nell’opera “La strage dimenticata”.