La scuola CAFTA – Connecticut Academy for the Arts di Torrington (USA) partecipa per la prima volta al Concorso “Uno, nessuno e centomila”.  Si tratta di una scuola molto particolare perché nasce come organizzazione culturale senza fini di lucro, che ha lo scopo di fornire a individui di tutte le età un mezzo per esplorare, identificare e utilizzare il proprio talento la propria creatività. Gli studenti ricevono una formazione in varie discipline. Ogni programma è progettato per il singolo studente, in base ai suoi interessi, al suo talento e alle sue capacità. Gli insegnanti stimolano ogni studente al fine di massimizzare il potenziale di ciascuno, così da prepararli all’istruzione superiore e alla carriera in ogni campo dell’arte e del design.
Direttrice e co-founder della scuola dal 2010 è Teresa Graham Sullivan, pittrice, fotografa, regista, sceneggiatrice, direttore della fotografia, attrice, modella, designer negli Usa e in ogni parte del mondo. Ha lavorato per artisti, designer, creativi e imprenditori di fama mondiale, che sono stati suoi mentori e amici, come Renato Balestra, Ottavio Missioni, Gianni Versace,  Gillo Pontecorvo, Mario Monicelli,  Olivero Toscani, solo per citare alcuni italiani.
A coinvolgerla nel Concorso è stata  Annavaleria Guazzieri, dirigente scolastica del Consolato Generale d’Italia a New York, che copre la giurisdizione degli Stati di New York, Connecticut, New Jersey. Tramite il Consolato Generale la scuola è venuta a conoscenza del Concorso, promosso ogni anno dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale tra tutti gli studenti delle scuole italiane all’estero e nelle scuole estere che studiano la lingua italiana.
Il lavoro presentato si intitola “Il processo a Luigi Pirandello” e porta la firma di dieci studenti di classi diverse corrispondenti alle secondarie di primo e secondo grado dell’ordinamento scolastico italiano. Pertanto hanno dai 12 ai 18 anni.
Il tema scelto è abbastanza complesso. Lo spirito di Luigi Pirandello personifica il viaggio creativo di “Uno, nessuno, centomila… artisti”, attraverso la storia. Il suo processo, come i processi a tanti artisti, pone ulteriori domande: è davvero possibile giudicare un’opera d’arte? L’arte ha davvero un impatto duraturo nel corso della storia? L’Arte è la risposta o è solo la domanda?

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– L’arte è intesa come ricerca, come dialogo anche tra generazioni. In che modo hanno affrontato i ragazzi un tema così difficile?

Albert Einstein – afferma la co-fondatrice e direttrice del CAFTA, Teresa Graham Sullivan – che doveva  essere un amico di Pirandello, disse: “l’immaginazione è la forma più alta di ricerca.” La filosofia di insegnamento del CAFTA è totalmente in linea con questo pensiero. Abbiamo incoraggiato i nostri studenti a ricercare le opere di Pirandello per collegarsi con lui. Ciò li ha portati a collegarsi con le generazioni precedenti di scrittori e artisti che forse hanno ispirato Pirandello stesso. Questo processo ci ha poi condotti al suo ultimo e incompiuto lavoro “I giganti della montagna”. Le sue idee a loro volta ci hanno indotti a creare la nostra opera originale, “The Trial of Luigi Pirandello”, che poi ha portato alla realizzazione, alla fine della messa in scena, di un possibile collegamento con le future generazioni di scrittori, creando a loro volta un dialogo completamente nuovo…

-Da quanto tempo studiano la lingua italiana ?

Il nostro Programma CIAO (CAFTA Italian Arts Outreach) è al suo primo anno di studio della Lingua Italiana attraverso le arti e la cultura.

– Qual è il loro approccio con il Teatro? Studiano per diventare attori o per scrivere drammaturgie?

Stimoliamo i nostri studenti a scoprire le proprie vocazioni attraverso la ricerca e l’apprendimento, basato su progetti di problem-solving.  A questo punto della loro crescita artistica li incoraggiamo a provare il maggior numero possibile di processi creativi e di espressioni artistiche, includendo la produzione di testi e la messa in scena di piece teatrali, prima di fare scelte definitive che potrebbero influenzare la loro intera carriera. Noi li incoraggiamo sempre a raggiungere gli standard più alti possibili in qualsiasi tentativo di approccio creativo .

 – In che modo conciliano le attività di laboratorio con lo studio delle materie scolastiche?

I nostri studenti integrano i loro sforzi accademici con creatività durante il tempo che trascorrono nei nostri workshop e negli studi di classe. In alcuni casi questo è realizzato durante il normale tempo scolastico, in altri casi è durante i nostri laboratori dopo scuola, seminari e lezioni in studio. Come ha detto Leonardo da Vinci, “tutto è connesso”, quindi cerchiamo di collegare i loro studi in maniera multidisciplinare cercando di raggiungere risultati creativi e significativi.

 –  Sono mai stati in Italia? Che cosa significa per loro partecipare al Concorso su Pirandello in Sicilia e nella città natale del noto Premio Nobel?

La nostra regione, il Connecticut nordoccidentale, è la seconda in percentuale per presenza di italoamericani rispetto a tutti gli Stati Uniti (circa il 20%). Molti dei bambini hanno nonni e bisnonni italiani, ma la maggior parte di loro non sono mai tornati in Italia da molte generazioni. Per questi bambini non è solo una possibilità di connettersi con il loro passato, ma la
possibilità di collegarsi al futuro culturale italiano. Anche quei bambini che non hanno radici italiane sono emozionati di poter visitare la bellissima Agrigento, la Sicilia e la città natale di Luigi Pirandello.

 – Scovare dei talenti e valorizzarli non è semplice. In che modo la scuola si propone di stimolare i ragazzi a esprimere la propria creatività?

Il CAFTA si impegna a stimolare al massimo la creatività dei propri studenti. Siamo specializzati nell’offrire un apprendimento personalizzato basato sui  talenti e interessi degli studenti. Invece di concentrarci sulle tecniche, incoraggiamo gli studenti ad esplorare contenuti di alto livello, presentando loro opportunità (come ad esempio il Concorso su Luigi Pirandello) per espandere i loro interessi ed esprimere la propria originale creatività.

 – Nel corto teatrale, alla fine, Luigi Pirandello ignora la sentenza dei giudici che lo condannano e passa il testimone a un novello scrittore, che è ancora un bambino. Perché gli passa un cappio? Gli affida un destino ingrato?

Nella scena finale del “Processo di Luigi Pirandello” , i giudici (i critici) non riescono a decidere che cosa fare di Luigi Pirandello. Non sono sicuri se premiarlo o condannarlo. Nella piece, mentre i giudici discutono animatamente del caso, vediamo Luigi uscire di scena. Divertito, regala al pubblico un’ultima risata, affidando metaforicamente “il palcoscenico” alle future generazioni di scrittori e artisti. Sa, che il “Tribunale dell’opinione pubblica” è mutevole e sostanzialmente irrilevante. La condizione dell’artista resta fedele alle proprie convinzioni e ai propri standard senza preoccuparsi di ciò che diranno i critici.