“L’annuncio di un disegno di legge sulla Strada degli Scrittori presentato da una deputata del M5S all’Assemblea regionale potrebbe essere una buona notizia. Ma è nata male. Con un comunicato stampa in cui sembrava che la deputata avesse coniato per la prima volta nella storia questo immaginifico marchio di fabbrica che lega la Sicilia alla letteratura. Di qui una serie di comprensibili critiche accese sui social, anche dopo l’intervento di una scrupolosa giornalista come Elvira Terranova. Poi s’è scoperto che il disegno di legge nell’incipit (ma non nella nota ufficiale del gruppo parlamentare) ricorda “la positiva esperienza registrata con la Strada degli scrittori…” proponendo di estenderla oltre i confini dell’asse Caltanissetta-Agrigento.

E di questo si può discutere, anche perché quanti lavorano da sei anni sull’idea della Strada degli Scrittori hanno sempre indicato quell’asse solo come un progetto pilota. Dato ignorato dalla deputata che forse non sa quante relazioni siano state presentate agli assessori ai Beni culturali e al Turismo per incentivare la diffusione dello stesso progetto anche fra Paleremo e Messina, fra Comiso e Catania, all’ombra dell’Etna, fra Vizzini e Trecastagni, a Siracusa e così via. Con relazioni depositate negli assessorati insieme con video interviste sul tema, preziose testimonianze di Andrea Camilleri e Dacia Maraini realizzate in collaborazione con la Scuola di cinematografia sperimentale della Regione siciliana.

Quando parliamo della “Strada degli scrittori” ci riferiamo a un logo e marchio registrati, come da anni decine di operatori sono impegnati in manifestazioni, festival, convegni, rassegne, premi, attività teatrali, master di scrittura, escursioni alla scoperta dei luoghi. Tutto nel nome di una “Strada degli Scrittori” che, come mostra il cartello gigante dell’Anas, si estende fra Agrigento e Caltanissetta, ma anche lungo l’asse fra Palma di Montechiaro e Santa Margherita Belice-Sambuca di Sicilia. Adesso il ddl della deputata del M5S propone di miscelare “cultura e turismo, attraverso la creazione di itinerari che si intrecciano con le vite degli autori che hanno segnato la storia della letteratura italiana…”. Proprio come si legge sul sito della “Strada degli Scrittori”. Come tante volte è stato detto anche da Felice Cavallaro sottolineando l’esistenza in Sicilia di un intreccio di “autostrade degli scrittori”.

Ma è singolare che si finisca sostanzialmente per copiare in un disegno di legge quanto cliccando su www.stradadegliscrittori.it è da tempo ben visibile. Forse senza nemmeno capire di copiare così un progetto già avviato con grandi sforzi e peraltro (gratuitamente) patrocinato sei anni fa dalla Regione siciliana con sei assessori che firmarono un protocollo d’intesa, riuniti alla Fondazione Sciascia con l’allora ministro dei Beni culturali Massimo Bray. Anche lui coinvolto nelle due ultime edizioni del Master di scrittura della “Strada” come direttore scientifico del corso e come tutor, insieme con tanti scrittori, giornalisti e docenti universitari. Ricominciando da questa storia sarà certamente possibile discutere di un auspicato intervento pubblico purché non si pensi di costituire enti mangiasoldi e carrozzoni clientelari, come tanti la Regione in passato ne ha prodotti anche sul fronte del turismo.
Nello spirito della Strada degli Scrittori, si tratta piuttosto di mettere a rete quanto già esiste, dai musei alle fondazioni, dai teatri ai centri culturali, coinvolgendo soprattutto i privati, quindi albergatori, agenzie di viaggio, artigiani, cantine vitivinicole… perché, come dice il primo testimonial del progetto, Andrea Camilleri, “la Strada degli scrittori è la strada del pane che possiamo assaggiare a Ragusa, del formaggio diverso, del vino che sorseggiamo verso Canicattì…”.
Come dire che aziende casearie, produttori di vino, albergatori, tutta un’intera economia può essere messa in moto facendo riscoprire a schiere di viaggiatori le meraviglie dei luoghi, dei conventi, dei teatri, delle pietre che hanno ispirato i grandi autori. Lo dicevamo cominciando da Sciascia, Pirandello e Camilleri. Lo abbiamo ribadito nelle relazioni parlando di Consolo e Bufalino, di Verga e De Roberto, Vittorini, Quasimodo, Ercole Patti. Nelle relazioni e nei teatri. Anche recentemente, quando abbiamo coperto un vuoto di memoria collettivo ricordando i 60 anni dalla pubblicazione del Gattopardo con il figlio adottivo di Tomasi di Lampedusa e tanti insigni protagonisti della vita culturale”.