Un premio al “fare rete” della OTiS- Oltreconfini – Il Teatro Incontra la Scuola

Il nostro Concorso guarda al mediterraneo e alle altre culture. Una scelta necessaria e auspicata, un’esigenza che apre al confronto. Pirandello, un autore comprensibile e portato in scena ovunque (tuttora uno dei drammaturghi più rappresentati al mondo) diventa una figura che accentra e crea interesse, attorno a cui costruire, attraverso il teatro, ponti di sapere e conoscenza.

Per questo il Premio internazionale “Uno, nessuno e centomila” per le reti scolastiche è andato alle studentesse e agli studenti ambasciatori della rete di scuole OTiS- Oltreconfini – Il Teatro Incontra la Scuola, per il lavoro di relazione e correlazione, fra scuole e persone.

Per il dietro le quinte, per svelare meccanismi e passioni che sottendono a progetti e opportunità, abbiamo parlato con la professoressa Mariarosaria Lo Monaco, è lei la coordinatrice e ideatrice della rete Otis, pensata per “valorizzare l’attività dei laboratori teatrali delle scuole del territorio a livello nazionale come strumento di formazione e crescita dei nostri ragazzi, con particolare attenzione a quelle che sono le finalità dell’educazione interculturale, dell’inclusività e della cittadinanza attiva”.

Quanto è importante ‘fare rete’, per le scuole?

“Per la scuola è fondamentale, è uno strumento strategico introdotto per legge, per condividere approfondire mondi di appartenenza. È importante in generale e per il mondo per la scuola è essenziale per costruire il senso di comunità. Non è solo un accordo da siglare, ma il percorso che si fa insieme, un percorso lento e profondo. Un ricerca, un obiettivo da raggiungere che non è facile, scontato, ogni scuola ha una sua identità, confrontarsi è un passo che conduce alla rete. Lo scopo è il bene comune.

È un’esperienza che seguo da dieci anni con la rete Otis.”

Parliamo del teatro all’interno delle scuole. Cosa veicola? Cosa porta a livello didattico e pedagogico?

“L’attività teatrale è un’educazione vera e propria, che bypassa ostacoli e tira fuori potenzialità dei ragazzi. Il teatro scava, aiuta a vivere e interiorizzare l’apprendimento. È formidabile per insegnamento. È una metodologia laboratoriale che si basa sul vissuto. Ti metti in gioco attraverso una rappresentazione e lavori su ostacolo come la timidezza o altri blocchi. Ti avvicina all’altro, perché interpretare un personaggio o una situazione ti permette di viverla. Entri nell’altro e lo comprendi. Significa farlo proprio e attraverso questa voce portare fuori parte delle proprie emozioni”.

Come avete affrontato Pirandello nel vostro lavoro?

“Abbiamo rielaborato Uno, nessuno e centomila. Reinterpretare Pirandello e riconsiderarlo adesso non è neanche difficile. Lui è attuale. Puoi trasformarlo, ma rimane in ogni epoca. Non diventerà mai fuori moda. Tocca le corde dell’umano. Qualsiasi attività teatrale si faccia, Pirandello è presente. Pirandello lo rivedo nel sempre nel nostro lavoro. Veicola messaggi forti con una semplicità incredibile. L’educazione alla teatralità si nutre di questo. È entrato nell’essenza della persona. In qualsiasi modo tu lo cogli, Pirandello arriva”.

Come avete accolto questo riconoscimento?

“Noi siamo contenti. La tipologia del premio ci ha sorpresi ed entusiasmati. Perché mi fa piacere che nei concorsi si ponga l’attenzione all’internalizzazione. Parlarne e praticarla è fondamentale, con l’Erasmus, i progetti transnazionali. Un concorso che finalmente punta su quest’aspetto. Il nostro è stato un percorso lungo, iniziato piano piano, con il più piccolo municipio di Roma, poi la rete è cresciuta. Questo ci ha fatto molto piacere, è avere un riconoscimento a un lavoro non sempre facile”.

Gli studenti del laboratorio teatrale del Liceo Classico hanno interpretato la tragedia MEDEA di Euripide

Rassegne teatrali della rete Otis