Montaigne diceva che i cimiteri sono pieni di persone che si ritenevano uniche, fondamentali e indispensabili. E famose. In questi giorni, ci sembra doveroso rendere omaggio agli scrittori della “Strada”, molti dei quali sepolti nelle città dove sono nati e dove hanno trascorso parte della loro vita.

Al cimitero di Caltanissetta è sepolto Rosso di San Secondo, a Racalmuto Leonardo Sciascia, ad Agrigento, al Caos, riposano le ceneri di Pirandello. Giuseppe Tomasi di Lampedusa è invece sepolto a Palermo, mentre Andrea Camilleri al cimitero acattolico di Roma e Antonio Russello in Veneto.

Una rosa per tutti loro.

Ci restano i loro libri, le loro riflessioni: testimonianze straordinarie di uomini che hanno lasciato un segno sul loro passaggio nella terra. Ci restano le loro pagine, che raccontano i luoghi sentimentali per sempre legati alla grande letteratura. Luoghi da percorrere, leggendo e rileggendo i loro libri, lungo un unico itinerario possibile, quello della “Strada degli scrittori” che a questi grandi autori dedica, durante l’anno, tante iniziative e un Master di scrittura nel segno delle parole e della memoria.

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